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Top management
tags {ice }
Uno dei principali aspetti della nostra strategia è di ren¬dere consapevoli i nostri consumatori, e quelli dei paesi partner, del fatto che il prodotto italiano è un prodotto di qualità, sottoposto a criteri scrupolosi che rispettano le norme sulla salute e le disposizioni sull'ambiente. Da questo punto di vista, la consapevolezza è l'arma più effi¬cace.
Il prodotto contraffatto non solo è un prodotto inferiore in termini di qualità, in quanto brutta copia dell'origina¬le, ma può essere anche dannoso. Dobbiamo renderci conto che, se da un lato vi è una forte sensibilità in tutto il mondo per il prodotto italiano, diventato in alcuni casi addirittura un "mito", dall'altro non si è ancora sufficientemente sviluppata una sensibilità per distinguere il vero Made in Italy dal falso.
AVETE REALIZZATO DESK IN DIVERSI PAESI DEL MONDO PER FORNIRE ASSISTENZA LEGALE ALLE IMPRESE. QUALI NAZIONI SONO INTERESSATE E QUALI SERVIZI SPECI¬FICI FORNITE?
La lotta alla contraffazione viene svolta dall'ICE in col¬laborazione con il Ministero per le Attività Produttive. La nomina dell'Avvocato Roberto Gota, sottosegretario alle Attività Produttive, ad Alto Commissario per la Lotta alla Contraffazione, da un lato consente di agire sul territorio nazionale per evitare la messa in commer¬cio di prodotti contraffatti, dall'altro corrobora l'azione che l'ICE svolge nel mondo. Il nostro compito è di con¬tribuire a prevenire le contraffazioni e, ove queste si verifichino, a mettere in atto gli strumenti necessari per reprimerle.
L'ICE ha organizzato un corso di tre mesi per quindici funzionari che possiamo considerare oggi dei veri e propri esperti in materie giuridiche, con una conoscenza particolare delle legislazioni nazionali ed europee sui brevetti e sui marchi. I desk che stiamo per aprire presso la nostra Rete estera sono venti e serviranno per rafforzare la nostra azione in due diverse categorie di mercati: in primo luogo in quel¬li dove vi è il pericolo di produzioni di merci italiane contraffatte, e in secondo luogo nei mercati dove vi è un alto livello di scambi. I nostri funzionari saranno in grado di suggerire, d'intesa con l'Alto Commissario per la Lotta alla Contraffazione, le iniziative più opportune da adottare caso per caso.
LA RECENTE RIUNIONE TRA ICE, ENIT, SACE, SIMEST, SVILUPPO ITALIA, IPI E BUONITALIA RAPPRESENTA UN'IMPORTAN¬TE NOVITÀ. QUALI CONTRIBUTI PUÒ FORNI¬RE QUESTO INEDITO SISTEMA?
Si tratta effettivamente di un'intesa senza precedenti, che prevede una forte collaborazione tra tutti gli Enti pubblici preposti all'internazionalizzazione. Sottoscritto a Milano nel corso della Convention dell'ICE, il 25 gennaio, questo Accordo prevede una stretta collaborazione che prende le mosse da un esame comparato dei programmi di lavoro di ciascuno dei sud¬detti Enti. Partendo da un sistema molto diversificato e frammentato, mediante iniziative condivise, si vuole semplificare e facilitare l'accesso ai servizi che si offro¬no e al sistema dell'informazione alle imprese.
COME SOSTENERE L'IMPATTO SULLA NOSTRA ECONOMIA DI PAESI EMERGENTI IN GRADO DI PRODURRE MERCI DI QUALITÀ SEMPRE CRESCENTE A COSTI IRRISORI RISPETTO A QUELLI DELLA PRODUZIONE NAZIONALE?
Prima di tutto rafforzando l'internazionalizzazione del nostro sistema produttivo. Vi sono tuttora molte impre¬se italiane che non hanno intercettato in alcun modo la domanda estera e che quindi si concentrano esclusivamente sulla domanda interna. È nostra intenzione creare le migliori con¬dizioni perché queste imprese possano sviluppare la loro attività, promuovendo i prodotti italiani che sono molto ricercati, dato il livello di qualità, tanto nelle economie mature (es. NAFTA, Unione Europea, Giappone) come in quelle emergenti (es. Paesi BRICs, Sud Est asiatico).
I NOSTRI PRODOTTI SONO PRESENTI IN MANIERA ESIGUA NEL MERCATO CINESE IN COMPARAZIONE AGLI ALTRI PAESI EUROPEI. A COSA È DOVUTA QUESTA SPEREQUAZIONE?
È una situazione che sta mutando, in conseguenza degli sforzi in atto per sviluppare nel mercato cinese le nostre esportazio¬ni di beni-di consumo e di beni strumentali. Quest'anno celebriamo 1' "Anno dell'Italia in Cina", con varie iniziative messe a punto da numerosi Ministeri: degli Esteri, delle Attività Produttive, dei Beni Culturali, dell'Ambiente e delle Politiche Agricole e Forestali. E' da prevedere che queste varie azioni promozionali portino ad un sostanziale rafforzamento della nostra presenza in Cina.
L'ECONOMIA MONDIALE HA SUBITO PESANTI SCONVOLGIMENTI NEGLI ULTIMI DECENNI. COM'É CAMBIATO IL RUOLO DELL'ITALIA NEL COMMERCIO ESTERO?
L'Italia, nel secolo scorso, ha superato la prova storica della Ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale, dimostrando di possedere un notevole potenziale. Pochi anni dopo ha dimostrato di potersi inserire nel club più esclusivo dei Paesi mag¬giormente industrializzati.
Questi risultati sono stati raggiunti attraverso un ruolo sempre più attivo negli scambi internazionali. Oggi dobbiamo affron¬tare molte sfide nuove e diverse, in un mondo nel quale, dopo gli USA, sono apparsi nuovi protagonisti a livello continenta¬le, come la Cina, l'India, la Russia e il Brasile.
L'Italia ha visto nel Mercato Unico Europeo una via per fronteggiare la concorrenza che questi grandi protagonisti rappresen¬tavano per i Paesi del Vecchio Continente. Ma ha anche promosso forme originali di collaborazione per il Mediterraneo, che rimane un'area strategica. Il nostro Paese, in virtù della sua posizione geografica, è destinato a svolgervi un ruolo di primo piano.
SU COSA DEVONO PUNTARE GLI ESPORTATORI ITALIANI PER ESSERE COMPETITIVI?
Sulla ricerca, sull'innovazione, per rimanere all'avanguardia anche nei settori più avanzati, per affrontare le sfide della glo¬balizzazione. Il nostro Paese non ha mai avuto il timore di misurarsi con situazioni anche difficili. Lo sanno bene i nostri con¬correnti. Rafforzare le posizioni più avanzate vuoi dire partecipare a un processo di crescita senza frontiere. L'imperativo per il nostro Sistema economico è quello di essere sempre un passo avanti.
QUAL È IL PRIMO BILANCIO A POCHI MESI DAL SUO INSEDIAMENTO?
Non mancano all'ICE le professionalità e le competenze necessarie per affrontare le sfide di cui abbiamo parlato.
Bisognerebbe, però, prestare maggiore attenzione al lavoro di squadra tra gli Uffici della Rete Italia, della nostra Sede Centrale di Roma e della Rete estera.
Per dare il buon esempio di questa volontà, l'Istituto ha voluto promuovere la collaborazione tra i sette Enti pubblici, che abbiamo riunito a Milano con la firma della Dichiarazione di Intenti. L'Istituto è certamente aperto anche a una più stretta collaborazione con il settore privato, condizione essenziale per affrontare con successo l'agguerrita concorrenza dei mercati globali.
Marco Sica
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L' ICE visto dal Presidente Umberto Vattani
Umberto Vattani, ambasciatore nonché figura storica della Farnesina, ci spiega le strategie da adottare per tutelare il Made in Italy e i sentieri da perseguire per sviluppare la "conditio sine qua non" di un fiorente libero mercato: la competitività.
P
RESIDENTE VATTANI, QUALI STRATEGIE INTENDETE APPLICARE PER DIFENDERE LA RICONOSCIBILITÀ E LA TUTELA DEI PRODOTTI ITALIANI?Uno dei principali aspetti della nostra strategia è di ren¬dere consapevoli i nostri consumatori, e quelli dei paesi partner, del fatto che il prodotto italiano è un prodotto di qualità, sottoposto a criteri scrupolosi che rispettano le norme sulla salute e le disposizioni sull'ambiente. Da questo punto di vista, la consapevolezza è l'arma più effi¬cace.
Il prodotto contraffatto non solo è un prodotto inferiore in termini di qualità, in quanto brutta copia dell'origina¬le, ma può essere anche dannoso. Dobbiamo renderci conto che, se da un lato vi è una forte sensibilità in tutto il mondo per il prodotto italiano, diventato in alcuni casi addirittura un "mito", dall'altro non si è ancora sufficientemente sviluppata una sensibilità per distinguere il vero Made in Italy dal falso.
AVETE REALIZZATO DESK IN DIVERSI PAESI DEL MONDO PER FORNIRE ASSISTENZA LEGALE ALLE IMPRESE. QUALI NAZIONI SONO INTERESSATE E QUALI SERVIZI SPECI¬FICI FORNITE?
La lotta alla contraffazione viene svolta dall'ICE in col¬laborazione con il Ministero per le Attività Produttive. La nomina dell'Avvocato Roberto Gota, sottosegretario alle Attività Produttive, ad Alto Commissario per la Lotta alla Contraffazione, da un lato consente di agire sul territorio nazionale per evitare la messa in commer¬cio di prodotti contraffatti, dall'altro corrobora l'azione che l'ICE svolge nel mondo. Il nostro compito è di con¬tribuire a prevenire le contraffazioni e, ove queste si verifichino, a mettere in atto gli strumenti necessari per reprimerle.
L'ICE ha organizzato un corso di tre mesi per quindici funzionari che possiamo considerare oggi dei veri e propri esperti in materie giuridiche, con una conoscenza particolare delle legislazioni nazionali ed europee sui brevetti e sui marchi. I desk che stiamo per aprire presso la nostra Rete estera sono venti e serviranno per rafforzare la nostra azione in due diverse categorie di mercati: in primo luogo in quel¬li dove vi è il pericolo di produzioni di merci italiane contraffatte, e in secondo luogo nei mercati dove vi è un alto livello di scambi. I nostri funzionari saranno in grado di suggerire, d'intesa con l'Alto Commissario per la Lotta alla Contraffazione, le iniziative più opportune da adottare caso per caso.
LA RECENTE RIUNIONE TRA ICE, ENIT, SACE, SIMEST, SVILUPPO ITALIA, IPI E BUONITALIA RAPPRESENTA UN'IMPORTAN¬TE NOVITÀ. QUALI CONTRIBUTI PUÒ FORNI¬RE QUESTO INEDITO SISTEMA?
Si tratta effettivamente di un'intesa senza precedenti, che prevede una forte collaborazione tra tutti gli Enti pubblici preposti all'internazionalizzazione. Sottoscritto a Milano nel corso della Convention dell'ICE, il 25 gennaio, questo Accordo prevede una stretta collaborazione che prende le mosse da un esame comparato dei programmi di lavoro di ciascuno dei sud¬detti Enti. Partendo da un sistema molto diversificato e frammentato, mediante iniziative condivise, si vuole semplificare e facilitare l'accesso ai servizi che si offro¬no e al sistema dell'informazione alle imprese.
COME SOSTENERE L'IMPATTO SULLA NOSTRA ECONOMIA DI PAESI EMERGENTI IN GRADO DI PRODURRE MERCI DI QUALITÀ SEMPRE CRESCENTE A COSTI IRRISORI RISPETTO A QUELLI DELLA PRODUZIONE NAZIONALE?
Prima di tutto rafforzando l'internazionalizzazione del nostro sistema produttivo. Vi sono tuttora molte impre¬se italiane che non hanno intercettato in alcun modo la domanda estera e che quindi si concentrano esclusivamente sulla domanda interna. È nostra intenzione creare le migliori con¬dizioni perché queste imprese possano sviluppare la loro attività, promuovendo i prodotti italiani che sono molto ricercati, dato il livello di qualità, tanto nelle economie mature (es. NAFTA, Unione Europea, Giappone) come in quelle emergenti (es. Paesi BRICs, Sud Est asiatico).
I NOSTRI PRODOTTI SONO PRESENTI IN MANIERA ESIGUA NEL MERCATO CINESE IN COMPARAZIONE AGLI ALTRI PAESI EUROPEI. A COSA È DOVUTA QUESTA SPEREQUAZIONE?
È una situazione che sta mutando, in conseguenza degli sforzi in atto per sviluppare nel mercato cinese le nostre esportazio¬ni di beni-di consumo e di beni strumentali. Quest'anno celebriamo 1' "Anno dell'Italia in Cina", con varie iniziative messe a punto da numerosi Ministeri: degli Esteri, delle Attività Produttive, dei Beni Culturali, dell'Ambiente e delle Politiche Agricole e Forestali. E' da prevedere che queste varie azioni promozionali portino ad un sostanziale rafforzamento della nostra presenza in Cina.
L'ECONOMIA MONDIALE HA SUBITO PESANTI SCONVOLGIMENTI NEGLI ULTIMI DECENNI. COM'É CAMBIATO IL RUOLO DELL'ITALIA NEL COMMERCIO ESTERO?
L'Italia, nel secolo scorso, ha superato la prova storica della Ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale, dimostrando di possedere un notevole potenziale. Pochi anni dopo ha dimostrato di potersi inserire nel club più esclusivo dei Paesi mag¬giormente industrializzati.
Questi risultati sono stati raggiunti attraverso un ruolo sempre più attivo negli scambi internazionali. Oggi dobbiamo affron¬tare molte sfide nuove e diverse, in un mondo nel quale, dopo gli USA, sono apparsi nuovi protagonisti a livello continenta¬le, come la Cina, l'India, la Russia e il Brasile.
L'Italia ha visto nel Mercato Unico Europeo una via per fronteggiare la concorrenza che questi grandi protagonisti rappresen¬tavano per i Paesi del Vecchio Continente. Ma ha anche promosso forme originali di collaborazione per il Mediterraneo, che rimane un'area strategica. Il nostro Paese, in virtù della sua posizione geografica, è destinato a svolgervi un ruolo di primo piano.
SU COSA DEVONO PUNTARE GLI ESPORTATORI ITALIANI PER ESSERE COMPETITIVI?
Sulla ricerca, sull'innovazione, per rimanere all'avanguardia anche nei settori più avanzati, per affrontare le sfide della glo¬balizzazione. Il nostro Paese non ha mai avuto il timore di misurarsi con situazioni anche difficili. Lo sanno bene i nostri con¬correnti. Rafforzare le posizioni più avanzate vuoi dire partecipare a un processo di crescita senza frontiere. L'imperativo per il nostro Sistema economico è quello di essere sempre un passo avanti.
QUAL È IL PRIMO BILANCIO A POCHI MESI DAL SUO INSEDIAMENTO?
Non mancano all'ICE le professionalità e le competenze necessarie per affrontare le sfide di cui abbiamo parlato.
Bisognerebbe, però, prestare maggiore attenzione al lavoro di squadra tra gli Uffici della Rete Italia, della nostra Sede Centrale di Roma e della Rete estera.
Per dare il buon esempio di questa volontà, l'Istituto ha voluto promuovere la collaborazione tra i sette Enti pubblici, che abbiamo riunito a Milano con la firma della Dichiarazione di Intenti. L'Istituto è certamente aperto anche a una più stretta collaborazione con il settore privato, condizione essenziale per affrontare con successo l'agguerrita concorrenza dei mercati globali.
Novembre - Dicembre 2008
Marco Sica
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